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Come
la maggior parte delle ricette molto antiche la preparazione è relativamente
semplice...la difficoltà sta nel trovare la giusta consistenza e nello
stendere correttamente la pasta |
| Partite
mescolando le due farine con il sale, poi versate a filo l'acqua, continuando
a mescolare per sciogliere i grumi |
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alla
fine avrete una pastella molto fluida (tipo quella delle crespelle per
intenderci) che si distribuisce con il mestolo o con il cucchiaio |
| Ora
il momento critico: scaldate moltissimo il "testo" poi distribuite
un mestolo di pastella partendo dal centro verso i lati. Il centro dovrà
essere più spesso, per risultare spugnosetto (appariranno dei buchi ed è
bene) mentre i bordi saranno sottili e friabili. |
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Non
abbiate fretta di girare il testarolo: quando sarà pronto si staccherà da
solo dal fondo del testo (che deve essere liscio), se invece cercherete di
scollarlo si romperà! |
| I
testi tradizionali hanno un coperchio, che si copre con le braci del camino,
ed evita quindi di rivoltare il testarolo, ma se lavorate sulla fiamma state
ad osservare come funziona: quando i bordi si cominciano ad alzare e la
farina cambia colore è il momento di girarlo con una paletta di teflon |
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La
seconda parte della cottura deve essere rapida (1 minuto) per non seccare
troppo il testarolo |
| ora
sistematelo sul piatto (meglio caldo) con sotto un po' del sugo che avete
scelto, incidetelo dividendolo in 4 e finite di condirlo. servitelo caldo. |
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